TRASPARENZA DEI PREZZI DEI FARMACI, DALL’OMS E DALL’ITALIA UN ARGINE AI COSTI DELLE NUOVE CURE

03 Giugno 2019

Il mondo dice sì alla proposta dell’Italia di rendere più trasparenti i prezzi dei farmaci e più accessibili, di conseguenza, le cure. Proprio mentre la Fda negli stati uniti dava il via al farmaco contro l’atrofia muscolare spinale nei neonati, 2,125 milioni di dollari a ciclo che le assicurazioni potranno versare al produttore a rate, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato la risoluzione sulla trasparenza dei farmaci, dei vaccini e altre tecnologie sanitarie. Il nostro paese aveva proposto il testo a febbraio, con il supporto di altri Paesi tra cui India, Russia, Brasile, Grecia, Spagna, Egitto. Una mozione fortemente voluta da Giulia Grillo, e anticipata quando non era ancora ministro della Salute e a DoctorNews dichiarava: «Ritengo possibile trovare strade di accordo con le industrie farmaceutiche che evitino di spendere oltre un miliardo di euro com’è avvenuto per curare 36 mila malati di epatite C a 45 mila euro l’uno per ciclo di cura. Una cifra enorme». Nella circostanza, Grillo ricordava come il panel di Oxfam (confederazione di 18 organizzazioni non profit di vari paesi dedicate alla riduzione della povertà globale ndr) avesse formulato indicazioni per un dossier del farmaco totalmente trasparente, dal quale fosse possibile ricostruire agevolmente i costi sopportati dalle industrie nel mettere a punto e commercializzare una molecola. A febbraio, 8 mesi dopo l’insediamento del governo Conte, da ministro Grillo ha annunciato la mozione italiana s, ricordando come nell’Unione Europea dal 1988 viga una Direttiva sulla Trasparenza, poco applicata e come il tema del costo dei farmaci non sia «mai stato affrontato con approccio sistematico e comune a livello internazionale». La versione finale del 28 maggio afferma che la 72ma assemblea Oms, «seriamente preoccupata dagli alti prezzi di alcuni prodotti sanitari e dalle diseguaglianze nell’accesso alle cure fra stati membri e al loro interno», formula cinque richieste ai governi degli stati membri e sette al Direttore Generale Oms.

Tra le richieste ai 194 stati membri ci sono quella di prendere provvedimenti affinché siano pubblicamente condivise le informazioni sui prezzi netti praticati dai produttori di farmaci, di pubblicare tutti i dati di costo dei trial clinici, di collaborare per avere più informazioni disponibili su volumi e valori del venduto, sui costi sopportati di ricerca e commercializzazione, su sussidi e incentivi eventualmente ottenuti dalle industrie, sulle condizioni brevettuali. Si chiede anche di collaborare affinché i paesi a basso reddito inizino a sviluppare e produrre in loco molecole quanto meno per le patologie più diffuse al proprio interno. Il ruolo dell’Oms, incarnata dal Direttore generale, sarà di collaborare con gli stati membri al fine di rendere disponibili i dati di spesa delle industrie titolari di brevetto, di trasformare i paesi più poveri in produttori o rendergli possibile produrre equivalenti di molecole ad alto costo, di facilitare l’accesso alle cure di tutte le fasce di popolazione. Ogni due anni l’Oms convocherà un Fair Pricing Forum con stati membri, produttori ed altri operatori della sanità, per discutere l’accessibilità e la trasparenza dei prezzi dei prodotti sanitari. L’Oms dovrà supportare lo sviluppo di nuove molecole, e promuovere database sui brevetti e sulle loro scadenze nonché sugli stadi di sviluppo delle nuove molecole evitando lo sviluppo di farmaci-doppione e relativi sprechi. «Finora mettere in discussione i criteri dei prezzi dei medicinali è stato un tabù –dichiara Grillo – ma qualcosa è cambiato. Negoziare sulla base di informazioni più complete porterà a migliorare il dialogo con l’industria, ad avere un mercato più competitivo e innovativo e quindi a comprare più salute a parità di risorse. E nuovi standard per la trasparenza aiuteranno ogni Paese a contrattare i prezzi dei farmaci: da quelli "di base" alle terapie più innovative che solo in pochi oggi possono permettersi».

 

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