SERVIZI IN FARMACIA PER I MALATI CRONICI, NOVITA' NEL RAPPORTO TRA MEDICI E FARMACISTI

06 Novembre 2019

Storia ordinaria: il paziente iperteso non prende le medicine, e il suo medico lo ha già richiamato. Da domani potrà spiegargli gli effetti nocivi del suo comportamento anche il farmacista, se lo vede in negozio e se l’interessato partecipa a un progetto di aderenza terapeutica. È una delle novità introdotte nelle linee guida sulla farmacia dei servizi promosse dalle regioni che realizzano i nuovi servizi previsti dalla legge 69 di 10 anni fa (esami di prima istanza, educazione sanitaria e monitoraggio della corretta assunzione del farmaco prescritto dal medico) e aprono a servizi ulteriori previsti nel decreto 153/2010 come infermiere e fisioterapista attivabili dalla farmacia, esami di auto-diagnosi specifici. Sull’aderenza terapeutica nel 2013-2014 dal Piemonte sono partite prime sperimentazioni che hanno coinvolto tra 600 e 900 farmacie su diabete e bronco-pneumopatia ostruttiva. Questionari tra i soggetti a rischio hanno evidenziato nuovi pazienti diabetici, i buoni risultati dei monitoraggi in termini di terapie rispettate sono stati ripresi all’estero. Con la Finanziaria 2019 è stata avviata la sperimentazione “ufficiale” dei nuovi servizi in nove regioni: si è partiti quest’anno in Lazio, Piemonte e Puglia, si continua nel 2020 con Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia, infine nel 2021 tocca ad Umbria, Veneto e Campania. Il primo anno sono assegnati 6 milioni di euro, il secondo 12, il terzo 18, per un totale di 36 milioni.

 

Ora ecco le linee di indirizzo per tutti, concordate con le associazioni professionali dei farmacisti che hanno chiesto al Governo di individuare fondi per consentire anche alle Regioni non contemplate di attivarsi dal 2020. Le nove regioni “prescelte” intanto dovranno recepire le linee di indirizzo entro 30 giorni e inviare un crono-programma che darà diritto a percepire un primo 20% della cifra promessa; un 40% arriverà raggiunta metà obiettivi, un altro 40 dopo la relazione finale. La fase sperimentale si conclude entro dicembre 2021. I farmacisti monitoreranno l’adesione alle cure contro ipertensione, diabete e bpco, con attività di ricognizione e riconciliazione della terapia farmacologica; faranno “front office”, prenotando esami e compilando il Fascicolo sanitario elettronico che il cittadino le avrà autorizzate ad alimentare; infine, offriranno analisi cliniche di prima istanza, prestazioni di telemedicina (elettrocardiogramma, ecg holter, holter pressorio, spirometria ed altro, sarebbero pronte 6 mila farmacie), e gestiranno gli screening del tumore del colon retto. Plaude il presidente Federfarma Marco Cossolo: «La farmacia dei servizi consentirà di ridurre i costi sostenuti dal Servizio sanitario e i ricoveri ospedalieri, di semplificare la vita dei cittadini e di ottimizzare la spesa farmaceutica con l’uso corretto dei farmaci». Per il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Andrea Mandelli, «i protocolli permetteranno di erogare prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale e valutazioni sui risultati in termini di maggior salute ed economici». Favorevoli anche gli ordini dei medici ma con un distinguo. «Perché ai medici di famiglia ancora non è consentito di prescrivere i farmaci innovativi, di effettuare esami diagnostici e strumentali, di ospitare nei loro studi i colleghi specialisti?», si chiede il presidente Fnomceo Filippo Anelli. Tra i camici bianchi, potrebbero far discutere i compiti di ricognizione del farmacista. Che dovrà raccogliere l’elenco dei farmaci fin qui presi dal paziente, sia quelli prescritti dal medico di famiglia sia gli altri. E, scoperto il paziente non aderente alla terapia, dovrà supportarlo con un servizio di “counseling” che potrebbe essere il medico curante a rivendicare.

 

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