OBBLIGO VACCINALE, IN ITALIA E' POLEMICA MA GERMANIA E FRANCIA CI COPIANO

24 Maggio 2019

Torna l’obbligo vaccinale in tutta Europa, e l’Italia che ha fatto da antesignana va controcorrente. Mentre in Senato, in Commissione Sanità, riprende la discussione del decreto che, dopo varie polemiche politiche, dovrebbe attenuare gli obblighi introdotti due anni fa per gli under 16, e in attesa che la Francia avvii i controlli nelle scuole per verificare le adesioni al neo-introdotto obbligo, è la Germania a scendere in campo. E con il Ministro della Salute Jens Spahn presenta una proposta “bipartisan” di legge per rendere obbligatorie le vaccinazioni. La proposta mantiene la sanzione già esistente – fino a 2.500 euro – per chi si vaccina, ma precluderà l’ingresso alle scuole agli inadempienti. Berlino fin qui obbliga a presentare certificato vaccinale e, dopo l'epidemia di morbillo del 2014, le scuole devono segnalare alle autorità i bambini non vaccinati. Spahn mira a eradicare il morbillo nelle comunità e il suo progetto avrebbe l’ok della Grossekoalition. L’annuncio arriva mentre in Francia –altro grande paese ad avere introdotto l’obbligo vaccinale a gennaio sulla scia dei dati relativi alla recrudescenza di morbillo ed altre patologie – stanno per scattare da giugno i controlli sulle famiglie a scuola. Oltralpe, l’obbligo per i bambini sotto i due anni riguarda undici patologie: morbillo-orecchioni-rosolia, varicella, haemophylus influenzae b, epatite B, pneumococco, meningococco C. Attestare l’avvenuta immunizzazione è ora indispensabile per l'ingresso agli asili, e alle scuole, anche se non ci sono penalizzazioni economiche o sanzioni per chi non vaccina i figli. Ricordiamo in parallelo che da noi l’obbligo introdotto dalla legge Lorenzin è relativo agli stessi vaccini, manca solo il meningococco C che è fortemente raccomandato con anti-meningococco B, anti-pneumococco, anti-rotavirus.

 

Con la legge 30 dicembre 2018 voluta dal ministro della salute Agnès Buzyn e approvata con 63 voti a favore e 3 contrari, la Francia si aggiunge così ad altri 14 paesi Ue dove i vaccini sono ora obbligatori. Non c’è invece obbligo in Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Irlanda, Austria, Danimarca, Estonia, paesi scandinavi e Lussemburgo. Dove c’è obbligo, le vaccinazioni non sono scelte allo stesso modo. L’anti-polio è obbligatoria per tutti i bambini in 12 stati. Il Belgio rende obbligatoria solo questa. Al contrario, i paesi dell’ex Patto di Varsavia obbligano da 7 a 9 vaccini, La Lettonia ha il record con 13 vaccini obbligatori. L’anti-difterite e l’anti-tetano sono obbligatori in 11 paesi e il vaccino anti-epatite B in 10 Paesi. Il boom del morbillo - tra 2017 e 2018 sono stati quasi 16 mila i casi di contagio e 38 i decessi in Europa– ha fatto sì che in Lituania, pur non essendoci obbligo, i bambini non vaccinati contro morbillo, parotite e rosolia fossero esclusi dalle materne. Oggi nel mondo secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il vaccino evita fra 2 e 3 milioni di morti l’anno. La Francia è stata tra i primi paesi a prevedere l’obbligo vaccinale. Fu nel 1902, per il vaiolo. Altri governi, come oggi, contavano sul buon senso delle popolazioni, considerando il grande progresso sanitario portato dai vaccini. Negli anni Settanta si completò l’eradicazione del vaiolo e nel 1984 i francesi tolsero l’obbligo, ma intanto erano subentrati i vaccini contro tetano, difterite, polio, anche la tubercolosi (vaccino poi sospeso nel 2007). I nuovi vaccini non sarebbero più stati obbligatori ma raccomandati. Nel solo 2016 si è registrato un calo del 5% di adesioni ai vaccini raccomandati, frutto anche di equivoci ed “incidenti” di percorso (si ricorderanno nel 2009 le polemiche legate al vaccino antinfluenzale AH1N1 per il quale non era stata completata la sperimentazione).

 

Fonti: