sindrome metabolica
Nutrizione clinica

La nutrizione contro la sindrome metabolica e l’insulinoresistenza

La sindrome metabolica è un quadro clinico che può aprire la strada a patologie cardiovascolari, al diabete e ai tumori. Si caratterizza per la presenza di una circonferenza vita eccessiva fino all’obesitàipertensionedislipidemia (aumento del colesterolo HDL e della trigliceridemia) ed elevazione della glicemia dovuta all’insulinoresistenza, porta d’ingresso al diabete di tipo 2. La prevenzione si basa sul mantenimento del peso forma, su un’attività fisica regolare e su una nutrizione equilibrata privilegiando verdure, frutta non zuccherina, legumi, pesce e cibi con un ridotto contenuto di grassi. Il medico, in alcuni casi, può decidere di impostare una terapia farmacologica per correggere ad esempio la dislipidemia o l’iperglicemia.

 

L’insulinoresistenza è un fattore centrale della sindrome metabolica. Significa che le cellule del corpo “resistono” all’insulina, l’ormone che permette allo zucchero glucosio di entrare al loro interno. In pratica l’insulina non viene utilizzata, gli zuccheri non entrano nelle cellule e restano nel sangue causando iperglicemia. Ne deriva che il pancreas endocrino produce quantità sempre maggiori di insulina per cercare di ridurre lo zucchero nel sangue e alla fine si esaurisce, non è più in grado di produrre l’ormone. Ci troviamo così di fronte al diabete di tipo 2.   

 

Nelle persone con sindrome metabolica alle prese con dislipidemia e insulinoresistenza è opportuno, in prima battuta, prestare particolare attenzione alla dieta. Ma anche l’integrazione alimentare in quest’ambito può trovare indicazione medica. Le preparazioni con aminoacidi essenziali, infatti, in alcune ricerche si sono dimostrati in grado di contrastare l’insulinoresistenza nei pazienti anziani con diabete di tipo 2 e di aumentare la massa magra negli anziani con sarcopenia.

Il riscontro di una dislipidemia può essere corretta ricorrendo a una dieta a basso contenuto di grassi e zuccheri e ricca di alimenti vegetali, insieme a un adeguato programma di attività fisica. L’integrazione alimentare può avvalersi del riso rosso fermentato dal lievito Monascus purpureus, utilizzato da secoli in Cina. Questo lievito produce monacoline, ben conosciute come “statine naturali” cioè capaci di mantenere i lipidi del sangue a livelli ottimali. L’integrazione per tenere sotto controllo i grassi ematici può, inoltre, avvalersi dei policosanoli ricavati dalla canna da zucchero o dal riso da utilizzare in associazione con le statine. Oppure anche del resveratrolo, scoperto inizialmente nel vino ma presente in abbondanza in specie vegetali come il Polygonum cuspidatum. Grazie alla sua azione antiossidante argina gli effetti negativi del colesterolo LDL, noto fattore di rischio delle malattie cardiovascolari.   

 

Riscol è un integratore alimentare a base di riso rosso fermentato titolato in monacolina K, resveratrolo e policosanoli. La monacolina K del riso rosso contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue; questo effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 10 mg di monacolina K.

 

Riscol Plus è un integratore a base di ingredienti che svolgono una attività sinergica, tra cui la Monacolina K del riso rosso, che contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue, Bergavit®, Cromax® ed Olio di Pesce ad elevato contenuto di Omega 3.