EVASIONE, I DATI SCONFORTANTI GDF: NOVE ITALIANI SU DIECI EVADEREBBERO IL TICKET

04 Luglio 2019

Oltre 13mila evasori totali, lavoratori del tutto sconosciuti al Fisco; 3 miliardi e mezzo di Iva non dichiarata; 6 miliardi di danni alo Stato dovuti agli illeciti dei dipendenti pubblici, e infine 157 milioni di truffe sul fronte previdenziale, assistenziale e sanitario. Queste ultime fanno più male di tutto il resto. Dentro infatti ci sono voci, come le esenzioni dal ticket, in cui a fronte di 10 dichiarazioni dei cittadini, 9 attestano il falso. Il dato emerge dalla presentazione delle frodi scoperte dalla Guardia di Finanza tra gennaio 2018 e maggio 2019. In occasione del 245° compleanno le Fiamme Gialle hanno reso noto di aver effettuato in 17 mesi 34.625 interventi a tutela dei principali flussi di spesa pubblica cui vanno aggiunte 8.636 deleghe d’indagine in collaborazione con la magistratura e 1.880 svolte con la Corte dei Conti. E sul fronte ticket va concluso che, se il campione delle carte “attenzionate” corrispondesse in percentuale al totale delle autocertificazioni per le esenzioni, più di un italiano su due nel testimoniare il proprio stato froderebbe. I controlli svolti in materia di prestazioni sociali agevolate e di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari hanno fatto emergere tassi di irregolarità pari, rispettivamente, al 34,1% e al 88,9%. Se può consolare, nel caso dei ticket sanitari era stata in precedenza sviluppata una specifica analisi di rischio in grado di evidenziare i nominativi di beneficiari già caratterizzati da elevati indici di anomalia. L’esenzione dal ticket permette di non pagare farmaci, esami e visite specialistiche a malati cronici o soggetti affetti da malattie rare; invalidi per le sole visite legate all’invalidità; donne in gravidanza; diagnosi precoce di tumori. E a tutti coloro che percepiscono bassi redditi utilizzando i codici E01 per bambini sotto i 6 anni ed adulti sopra i 65, E02 per i disoccupati; E03 per i titolari di pensioni sociali; E04 per i titolari di pensioni minime inseriti in famiglie con reddito annuo sotto euro 8.263,31 aumentato a 11.362,05 euro se c’è coniuge più altri 516,46 per ogni figlio a carico. I dati confermano come nel nostro Servizio sanitario nazionale si annidino sacche di spreco per miliardi: le stime matematiche dicono 27 miliardi pari al 20% del Fondo sanitario.

 

Tra gli altri ambiti di ispezione GdF ci sono: emissione e utilizzo di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento delle scritture contabili; appalti irregolari per 1,8 miliardi di euro (1512 persone denunciate); contraffazioni con prodotti sequestrati per 413,2 milioni; clonazioni di carte di credito e bancomat con 276 persone denunciate e sequestri per oltre 54,7 milioni. L’indagine conferma come i comportamenti fraudolenti non si annidino in convenzioni con l’ospitalità privata, sanificazione ed ambulanze, come aveva ventilato il Procuratore della Corte dei Conti Alberto Avoli Inaugurando l’anno giudiziario, ma anche sui comportamenti dei singoli utenti. A vare riprese le regioni hanno provato a recuperare il ticket evaso. Lo ha fatto la Lombardia 5 anni fa sui ticket non pagati dal 2012 per esami e visite mediche, con 500 mila cartelle esattoriali emesse; e nel Lazio a fine 2015 235 mila cittadini sono stati raggiunti da avviso bonario della regione tesa a rientrare in possesso dei ticket non versati negli anni 2009 e 2010, in particolare per acquisto di farmaci che, “coscientemente o per disattenzione”, hanno fruito di un’esenzione per reddito cui non avevano diritto. In Puglia, oggetto di indagine a tappeto nel 2014, sette residenti su dieci non versano il ticket. Pochissimi hanno commentato i dati in questione, su Quotidiano Sanità Maria Grazia Labate ex sottosegretario e ricercatrice è stata dura: «Per la sanità il confine dell’illegalità tra produttori e consumatori si fa sempre più labile». Ma il problema si sposta su chi paga il danno erariale. Il rientro dal deficit al Sud si è tradotto in ripercussioni sui servizi ai residenti. In Campania il blocco del turn-over per un risanamento ancora non ultimato ha fatto perdere 45mila sanitari negli ultimi otto anni tra medici, infermieri, ostetriche e radiologi.

 

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