ADOLESCENTI, MENO TABACCO, STESSA NICOTINA CON LE E-CIG. ED È ALLARME SU STILI DI VITA

22 Novembre 2018

Si muove poco, mangia più dei coetanei del resto d’Europa, beve. E fuma ancora troppo. Anche per quest’ultimo vizio, non sufficientemente estirpato da misure repressive come l’aumento dei prezzi delle sigarette, l’adolescente italiano per i suoi “vizi” rischia, oggi come ieri, di essere paziente cronico da adulto. Le Rilevazioni ESPAD®Italia a cura del Cnr-Ifc di Pisa che confronta gli anni 1999-2018 dicono che nel 2018 ha provato il fumo di sigaretta il 57% degli studenti tra 15 e 19 anni. Nel 2000, quando dovevano nascere, lo aveva provato il 67,5%. Il calo c’è ma non è drastico. I fumatori abituali sono il 40,8% (1,1 milioni di studenti) e le femmine superano il 50%. Nel 2018 aggiungendo a sigarette normali ed elettroniche le altre formulazioni (tabacco da fiuto, sigarette senza combustione) il consumo tocca il 47,3%. In oltre un quarto dei casi il primo “tiro” si fa sopra i 14 anni. La percentuale di chi ha provato prima dei 12 anni è scesa al 6,8%, minimo storico (il massimo di 11,5% si era toccato nel 2003). 

 

Se l’aumento dei prezzi si fa sentire per le sigarette – 20 anni fa l’83% affermava fosse molto facile reperirle, ma continui aumenti di prezzo hanno portato gli “ottimisti” al 46,3% – cresce dal 33% del 2013 al 37,9% del 2018 la quota di chi fuma sigarette elettroniche, soprattutto maschi. Sabrina Molinaro ricercatrice del Cnr sottolinea come anche le e-cig contengano la nicotina, sostanza del tabacco messa in relazione con quasi 6 milioni di decessi diretti o indiretti annui tra i fumatori. Se il 76% degli intervistati ha provato le sigarette elettroniche la prima volta per curiosità, (e il 15,7 perché offerte da amici), l’8,3% lo ha fatto per smettere. Chi ha iniziato a 13 anni però lo ha fatto per provare una alternativa creduta forse più salutare alle sigarette “degli adulti”: ebbene, questa fascia è in crescita, dall’1,6% del 2013 al 9 del 2018. Ma non è automaticamente a minor rischio dei fumatori tradizionali. Il vizio del fumo, in ogni caso, torna a crescere ogni volta che cambia la modalità di presentazione di sigarette & co. Rimedi: maggior monitoraggio e sorveglianza dell’accostamento al fumo attraverso progetti di prevenzione che partano in primo luogo dalle scuole. I relatori del forum Ambrosetti al 14° Workshop Meridiano sanità, hanno spiegato che potrebbero funzionare campagne di informazione a tappeto a livello nazionale sui temi di prevenzione e persino il collocamento di “health bond” (un’idea israeliana) il cui rendimento – come per i “social bond” – sarebbe legato alla riuscita di operazioni di sensibilizzazione sugli stili di vita, e ai conseguenti risparmi sulla spesa sanitaria dovuti al successivo calo dell’incidenza di patologie legate al “vizio”. 

 

Ma in questa Italia che invecchia anche i genitori devono fare la loro parte: già pochi per via del basso tasso di natalità, i bambini italiani non solo iniziano a fumare presto ma bevono. I dati Istat rielaborati per l’ultimo Alcohol prevention day confermano il boom del binge drinking, assunzione di più bevande alcoliche in poche ore, che interessa il 17% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni e segnalano che il 17% delle intossicazioni alcooliche è relativo a minori di 14 anni. Inoltre è sovrappeso il 36,8% della popolazione 4-19 anni (dato 2016) contro una media dei paesi Ocse del 28,6%. Una percentuale che ci vede quarti peggiori al mondo, dopo Stati Uniti, Nuova Zelanda e Grecia. Infine, solo l’8,3% degli italiani under 15 svolge attività fisica moderata contro il 12,5% dei coetanei tedeschi. Tutte queste abitudini si incrociano in un’Italia prima in Europa e undicesima al mondo per morti premature da esposizione alle polveri sottili PM2.5. Il report Countdown on Health and Climate Change sull'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute afferma che nel 2016 da noi sono stati 45.600 i decessi in età precoce, fra i 30 e i 69 anni, dato elevato in termini assoluti e in controtendenza rispetto alle statistiche che ci vedono al top per attesa di vita. Il presente del Belpaese non è a colori, ma avvolto in una coltre di fumo e smog.

 

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