BATTERI SUPER-RESISTENTI, TROPPI MORTI. DAGLI ORDINI UN CORSO A DISTANZA PER CONTENERE ANTIBIOTICI IN RICETTA

22 ottobre 2019

Una formazione per tutti i medici, voluta dall’Ordine nazionale, per arginare i batteri resistenti: è il primo segno tangibile della lotta contro le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) nel paese e lo dà la massima istituzione professionale con un evento di educazione continua a distanza. Ma l’Italia ha preso altre misure contro quella che sta diventando una piaga assoluta rispetto al resto d’Europa: nel nostro paese si stimano circa 10.000 decessi all’anno per infezioni resistenti ai comuni antibiotici, pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali. Il Ministero della Salute ha elaborato 2 anni fa un Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico- Resistenza (PNCAR) 2017-20 che detta il percorso da compiere per istituzioni nazionali, regionali e locali per un miglior controllo delle infezioni dovute al sovrautilizzo di antibiotici. Se è vero che tra 2013 e 2017 è diminuito di un 15% il consumo di antibiotici in termini di dosi giornaliere medie, la spesa è sempre al top rispetto al resto d’Europa e non sempre correttamente indirizzata: 864 milioni annui di spesa, anche per curare con gli antibiotici… dei virus. Nascono così dei batteri killer, che imparano a conoscere, confondere, sconfiggere la medicina. I programmi di sorveglianza di questi batteri sono differenti da una regione all’altra. Per coordinarsi, è nata una rete di comunicazione sulle infezioni correlate all’assistenza, Icarete, al centro in queste settimane di 12 incontri regionali promossi dall’associazione Motore Sanità, che raggruppa personalità istituzionali e delle regioni. Alla tappa milanese del progetto è emerso come su 33 mila morti annui censiti nel 2016 dal Centro Europeo Malattie Infettive (Ecdc) nell’Unione Europea, in Italia siano 10-11 mila i casi stimati di morti per infezioni da batteri resistenti. Su 450-700 mila infezioni ogni 9 milioni di ricoveri annui, quasi un terzo sono da batteri resistenti, come il “New Delhi” scoperto in Toscana e resistente ai carbapenemi, classe di ultima generazione.

 

Il 73% degli antibiotici usati dagli umani è utilizzato nella crescita degli animali d’allevamento. Per questo il Piano nazionale guarda a un approccio “one health”, monitorando sia sanità sia ambiente, e all’educazione ai medici per non eccedere nel prescrivere antibiotici già in commercio, oltre che all’uso calibrato delle nuove molecole: potrebbero entrarne in commercio in 50 che hanno superato i trial di terzo livello. «E’ però auspicabile che si apra un dialogo fra aziende produttrici ed agenzie regolatorie nazionali e regionali per stabilire percorsi dedicati che consentano un accesso facilitato e rapido di questi nuovi fondamentali strumenti in linea con le azioni intraprese dalla FDA negli Usa», avverte Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità. Dalla tappa milanese di Motore sanità emerge, come spiega Massimo Galli infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano e presidente della Società italiana Malattie Infettive e Tropicali, «l’esigenza di una stewardship, un’assistenza specifica sui temi di infettivologia, in ogni ospedale, e ci vorrebbe un infettivologo per struttura afferente a sua volta, con altri, a un centro di ricerca-hub preposto ad elaborare i dati raccolti sulle resistenze». Interventi di questo tipo hanno permesso di ridurre l’incidenza di queste infezioni in Inghilterra tra il 2007 e il 2012 e in Israele (del 90%!) tra il 2007 ed il 2012.

 

Un risultato eccellente dovuto anche ad una maggior attenzione al lavaggio delle mani (altra pratica che ci vede agli ultimi posti) per tutti i frequentatori dei reparti, familiari inclusi. E proprio la “antimicrobial stewardship” è al centro del corso di formazione continua che la Federazione degli Ordini di Medici Chirurghi ed Odontoiatri rende fruibile dal 18 ottobre al 31 dicembre sulla piattaforma Fadinmed, erogando 13 crediti ECM. «E’ la versione italiana di un analogo percorso dell’Organizzazione mondiale della Sanità – dice Roberto Stella, coordinatore dell’Area Strategica Formazione di Fnomceo - composto da 16 video, con audio in lingua italiana, da diapositive in inglese presentate dai relatori, bibliografia per ogni argomento e da 10 scenari clinici sulla prescrizione appropriata degli antibiotici. Fornisce le conoscenze cliniche necessarie per usare gli antibiotici in maniera appropriata e spunti per trasferirle nella pratica quotidiana». Un primo step per tutti in attesa della “rete” di protezione dai batteri killer.

 

 

 

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