LISTE D’ATTESA, PIANO NAZIONALE MIRA AD AZZERARLE. EMILIA ROMAGNA GIÀ AL TRAGUARDO
 

18 Dicembre 2018

«Non erano mai state stanziate risorse dedicate specificatamente alle liste d'attesa. Noi lo stiamo facendo». Così commenta il ministro della Salute Giulia Grillo, dopo aver trasmesso alle Regioni il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa: un documento che in Italia mancava da quasi 10 anni e che prevede misure per tagliare le attese per esami e visite specialistiche. Il Piano divide le prestazioni ambulatoriali – visite e analisi – in quattro classi di priorità, indicando tempi massimi da rispettare, superati i quali l’Asl dovrà intervenire sostituendo la libera professione dei medici e degli infermieri con ore di attività istituzionale. Le categorie sono: Urgente entro 72 ore; Breve entro 10 giorni; Differibile entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per le analisi; Programmata entro 120 giorni. Quattro classi di priorità anche per i ricoveri: A (casi gravi) entro 30 giorni; B (casi clinici complessi) entro 60 giorni; C (casi meno complessi) entro 180 giorni; D (casi non gravi) entro 12 mesi. In parallelo, nella legge di bilancio, nel decreto fiscale e nel decreto semplificazioni la maggioranza giallo-verde sta cercando di introdurre una norma che imponga ai direttori generali di aziende ospedaliere e sanitarie locali di essere valutati in base alla capacità di abbattere le liste d'attesa: chi non riesce, potrà essere rimosso dall'incarico. Altra novità, un centro unico di prenotazione trasparente: a regime chi è in lista d’attesa per un ricovero dovrebbe poter vedere dove si trova e chi e perché, in casi particolari, può scavalcarlo. Nel decreto fiscale approvato la settimana scorsa l’articolo 23 quater al comma 5 ha stanziato 50 milioni per potenziare sistemi di prenotazione elettronica: oggi consentono di prenotare gli esami dalle farmacie oltre che dai totem presenti in Asl e ospedali (e in qualche caso dal medico di famiglia), domani potrebbe essere possibile interagire con il telefonino. Di più: nel decreto legge semplificazioni è rimasta fino all’ultimo, e potrebbe entrare in Finanziaria in questi giorni, una proposta che porta lo stanziamento per il Cup trasparente a 350 milioni da investire tra 2018 e 2020. Intanto, la possibilità di vedere da remoto a che punto si è in lista d’attesa già esiste in una regione, l’Emilia Romagna, che di suo è quasi riuscita ad azzerare le attese. La Regione guidata da Stefano Bonaccini ha avviato quest’anno un nuovo sistema di controllo online delle liste di attesa dei ricoveri, il Sigla-Sistema integrato di gestione liste d’attesa. Obiettivo: razionalizzare ulteriormente l’uso delle piattaforme chirurgiche. Entro il 2019, i residenti potranno interagire con i dati del server regionale e verificare la posizione in lista d’attesa sul Fascicolo sanitario elettronico. L'assessorato Politiche per la Salute emiliano ha reso noto nell’ultima conferenza delle Regioni d’autunno che a ottobre 2018 l'84,9% dei ricoveri in Chirurgia era garantito nei tempi del Piano Nazionale di governo delle liste d’attesa (erano il 75% un anno fa e il 70,7% due) e sono state smaltite 4 posizioni su 5 nelle liste d’attesa pregresse: restano solo casi meno gravi. Oltre il 98% delle visite specialistiche è assicurato entro i termini previsti contro il 58% di inizio legislatura, nel 2015. L’87,9% degli interventi per i tumori, e in particolare il 96,8% delle mastectomie e intorno al 95% degli interventi al colon all’utero e al polmone è assicurato entro 30 giorni dalla prenotazione contro il 90% dello standard raccomandato a livello nazionale. E sempre l’Emilia Romagna ha tolto nei giorni scorsi il superticket da 10 euro per ogni impegnativa di visite ed esami specialistici: «Si tratta di uno sforzo economico straordinario- aggiunge l’assessore Sergio Venturi - che sostiene le famiglie numerose e meno abbienti, ma al tempo stesso le persone, e sono tante, che si collocano negli scaglioni di reddito intermedi». 

 

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