ITALIANI INVECCHIATI E MENO SANI, VANNO DAL MEDICO IL DOPPIO RISPETTO A 10 ANNI FA

17 Dicembre 2018

La popolazione italiana in dieci anni è invecchiata e molte patologie si sono radicate, specie nelle regioni più povere e - questo forse il dato meno atteso – indipendentemente dall’età dei residenti. Lo afferma l’undicesimo report di Health Search, istituto di ricerca della Società Italiana di Medicina Generale-SIMG che oggi può vantare ben 863 ricercatori medici di famiglia in grado di processare i dati relativi alle visite svolte in studio su un campione di 1.065.000 assistiti. Anche gli italiani si sono legati di più al loro medico curante: le visite per paziente nel 2006, anno della prima rilevazione, erano in un anno in media 5,5 e nel 2016, dieci anni dopo, erano 9,9 ma salivano a 22 oltre gli 85 anni (quest’ultimo dato è rimasto stabile se non appena calato). Fatto cento l’insieme di tutte le patologie che afferiscono allo studio del medico, quelle che comportano il maggior numero di contatti sono in primo luogo l’ipertensione (20% di tutta la “torta”), il diabete dell’adulto (6,9%), l’ipercolesterolemia (5,2%) e le ischemie (4,5%). Ma al di là dei contatti c’è un’evidenza patologica, anche “sommersa”, leggermente differente, e in crescita –in parte - allarmante: l’ipertensione c’è nel 28% degli assistiti, e dieci anni prima non toccava il 20%; il reflusso gastroesofageo si riscontra nel 18% contro il 6,2% del 2006, è triplicato, con punte del 25% in Sicilia e del 24% in Campania! E sempre in Campania si ha un’incidenza del 27% dell’artrosi, curata sempre meno con i Fans e sempre più con steroidi ed oppioidi, e diffusa al 17,1% del campione Health Search. Un soffio sotto, sempre abbastanza a sorpresa, si colloca l’ipertrofia prostatica benigna che affligge il 14,7% dei maschi, erano il 9,2% nel 2006. Cresce di meno il diabete, dal 5,5% del campione 2006 al 7,2% dell’attuale, con punte di prevalenza del 9% in Sicilia e 9,5% in Calabria. Su questa patologia va registrato un boom nell’uso di metformina, raddoppiato in 10 anni e prossimo ormai al 50% dei pazienti trattati, posta una lieve crescita pure per le insuline. Impressionanti, a loro modo, anche il dato sulle demenze, pari al 3% della popolazione (contro l’1,2% di 10 anni prima e quindi triplicate), con punte del 4,5% in Emilia Romagna e subito dopo nelle regioni con meno bambini, e quello sull’asma che – più della broncopneumopatia ostruttiva, comune al 3% dei pazienti anziani – riguarda il 7,6% dei giovani adulti ma presenta valori doppi non nelle città dello smog bensì in Campania e nel Mezzogiorno.

 

Una pagina a parte è dedicata ai tumori, i più diffusi sono –prevedibilmente – quello alla mammella che si presenta nel 12,1 per mille delle pazienti con punte del 16 per mille al Centro-Nord, e nei maschi quello alla prostata, 11,8 per mille con punta da indagare del 37 per mille in Valle d’Aosta. Quest’ultima regione è anche la più colpita dal melanoma, presente nel 7 per mille degli assistiti contro una media nazionale del 3,3 per mille, e dal tumore al colon (9 per mille contro media nazionale del 6,6 per mille). La più alta prevalenza di alcune patologie in determinate regioni indica peraltro che in quelle regioni la sorveglianza può essere più capillare, e allo stesso modo anche la crescita delle patologie rilevate in una regione spesso indica un maggior numero di medici al lavoro negli anni e quindi di rilevazioni. «Ricerche come questa –spiega il Presidente SIMG Claudio Cricelli al 35° Congresso, presentando il Rapporto– fanno chiarezza sullo stato di salute degli italiani ma anche della medicina generale: di quest’ultima rilevano i carichi di lavoro con un’unità di misura inoppugnabile. Che non è il tempo di lavoro né il numero d’interventi per unità di tempo, ma i contatti con gli assistiti. Questi ultimi crescono in modo inarrestabile, e presentano crescente complessità, imponendo alla parte pubblica due riflessioni: una sul fabbisogno di nuovi medici di famiglia e una seconda sulla formazione continua, da orientare sempre più alla presa in carico delle malattie croniche». 

 

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