CONFLITTO D’INTERESSE: DAL MINISTERO DELLA SALUTE AI MEDICI TUTTI ALL’ATTACCO MA IN ORDINE SPARSO

16 Luglio 2018

Oltre 23 miliardi di euro persi ogni anno, includendo la corruzione vera e propria e gli sprechi che si annidano fisiologicamente nei vari acquisti, eventuali assenteismi: a tanto ammonta lo spreco in sanità nel rapporto Eurispes-Enpam. Definito genericamente corruzione. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un disegno di legge alla camera che muove scacco a un aspetto che non è corruzione né spreco: la non indipendenza dei medici, cioè il conflitto di interesse. Per il “Sunshine Act”, se approvato come si presenta ora, le aziende farmaceutiche dovranno rendere pubbliche convenzioni ed erogazioni in denaro, beni, servizi o altre utilità in favore di medici e sanitari se il valore di mercato è più di 10 euro o la spesa annua è maggiore di 100 euro. Per le organizzazioni sanitarie saranno pubblicizzate erogazioni unitarie maggiori di 500 euro o spese di oltre 1000 euro annui. Saranno dichiarate sponsorizzazioni dirette o indirette e persino partecipazioni gratuite di industrie a eventi formativi, e nomi di sanitari con partecipazioni o percettori di compensi per brevetti. Per l’industria che tacesse, la sanzione è mille euro, aumentata di 20 volte l'importo dell'erogazione al sanitario. Per le omesse od incomplete comunicazioni le sanzioni vanno fino a 150-200 mila euro. 

L’iniziativa legislativa applica principi già adottati dalle industrie farmaceutiche aderenti a Farmindustria nel loro codice deontologico. E lo fa in un momento in cui anche il mondo medico è molto attento al conflitto d’interesse: a seguito di un sondaggio tra gli oncologi italiani, pubblicato sul British Medical Journal, che rivela quattro medici su cinque ritengano la propria formazione non indipendente da interessi dell’industria, i primari oncologi del collegio nazionale Cipomo hanno redatto un position paper in cui chiedono ai ricercatori di scegliere in modo indipendente i quesiti clinici, gli obiettivi e il braccio di controllo, di condurre in autonomia analisi e interpretazione dei dati, di pubblicare senza condizionamenti, di mettere gli esiti a disposizione della comunità scientifica a prescindere dal risultato, di esporre sempre il contributo dell’industria al trial. Ma l’attenzione posta dai medici al problema non sembra sufficiente a creare i presupposti di una collaborazione con le forze politiche. Per pubblicizzare il sunshine act il ministro della Salute Giulia Grillo (Movimento 5 stelle) non ha esitato a dipingere i temi del conflitto d’interesse con i tratti più biechi (e di rilievo unicamente penalistico) della corruzione, postando su Facebook la foto di mani maschili, in camice bianco con fonendoscopio al collo, che agguantano una ‘mazzetta’ di denaro, affiancando la categoria medica al reato. 

Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei Medici, pur d’accordo con gli intenti del sunshine act, ha ripreso il ministro, che è anche medico. «Non Le nascondo che quella improvvida scelta abbia provocato incredulità e indignazione tra i nostri colleghi. Sicuramente la Sanità non è esente dalla corruzione» (…ma…) «i suoi medici, i suoi colleghi, oggi avrebbero bisogno di essere sostenuti, incoraggiati in un momento storico in cui la carenza del personale, il blocco dei contratti di lavoro, le incomprensibili norme sulla medicina amministrata, la violenza contro gli operatori sanitari hanno provocato una forte tendenza al burnout».

Fonti:

https://www.facebook.com/GiuliaGrilloM5S/ http://www.fimmgroma.org/news/news/italia/18027-sunshine-act-fnomceo-al-ministro-grillo,-no-al-camice-bianco-simbolo-della-corruzione-in-sanità-i-medici-vanno-sostenuti-e-incoraggiati