EQUIPOLLENZE ITALIA-EUROPA, LEGGE IN ITINERE DA’ PIÙ CERTEZZE A FARMACISTI E INFERMIERI

28 Dicembre 2018

Non più un mese, ma circa due, e una sola domanda da fare, per trasferirsi ad esercitare oltrefrontiera, e più chance per vedersi riconosciuti i titoli in cambio di qualche fatica in più. Uniformandosi, a quanto pare, alle prassi di recepimento adottate negli altri paesi dell’Unione Europea, il nostro senato ha approvato il 5 dicembre il disegno di legge “Europea” n.822 che uniforma i requisiti per il riconoscimento dei titoli ai fini del trasferimento di nostri sanitari in paesi membri dell’Unione Europea e viceversa di professionisti del resto dell’UE da noi. Requisiti che sono previsti dalla direttiva 55/2013 dell’Unione Europea che, tra tutti i lavoratori con diritto di stabilimento, introduce una normativa particolare. Ora tocca al voto alla Camera.

Già da gennaio 2017 per due categorie – farmacisti e infermieri – si consente a professionisti sanitari italiani di fare richiesta di trasferimento con le nuove procedure, le quali per la verità includono di portarsi dietro una tessera, la “European professional card” riportante numero di iscrizione del professionista all’ordine e qualifiche. La tessera però ancora non è pronta nella maggior parte degli stati membri. E soprattutto si è deciso che non riporti i provvedimenti disciplinari: le sanzioni sono diverse da un paese all’altro, talora i motivi non sono gli stessi, e serve una trattativa tra paesi per accordarsi su come tenerne conto. In Italia la linea scelta è che gli ordini comunichino solo sospensioni e radiazioni al Ministero della Salute, da segnalare attraverso un meccanismo comune, una banca dati informatizzata, anche questa da realizzare. In attesa, il farmacista o infermiere che voglia esercitare all’estero oggi fa domanda all’autorità competente individuata dallo stato membro di destinazione che risponde con la lista dei documenti necessari.

 

In Francia, ad esempio: fotocopia della carta d’identità, traduzione certificata dei diplomi di laurea e di specialità con gli attestati, certificato d’iscrizione all’Ordine, estratto del casellario giudiziario non troppo datato e dichiarazione prodotta dal Ministero della Salute tramite Federazione degli Ordini che certifichi l’assenza di pendenze disciplinari in Italia. Il Ministero della Salute certifica in ogni caso che il medico esercita in modo lecito ed effettivo sul territorio italiano almeno da tre anni o lo ha fatto per 3 anni nel corso degli ultimi 5 ante-consegna del certificato. Quest’ultimo punto è importante anche nell’accettare professionisti esteri: in Italia, la posizione è infatti che se i titoli rilasciati da altri Paesi Ue non soddisfano le nostre condizioni minime di formazione, il riconoscimento è comunque possibile purché il professionista dal paese di provenienza porti un attestato che certifichi che ha esercitato l’attività per almeno 3 anni senza interruzioni nel corso degli ultimi 5 anni. Alla lettera f) dell’attuale articolo 1 si specifica che in caso di differenze con il percorso di formazione del professionista attuato in Italia, l’autorità competente può chiedere una prova attitudinale o un tirocinio di adattamento con verifica finale. Ancora, il nuovo testo chiede che le autorità competenti - fin qui quella individuata per i sanitari in Italia è il Ministero della Salute -rilascino tutti i certificati richiesti e non solo le documentazioni di cui sono in possesso al momento della richiesta. E allunga da un mese a un mese ed una settimana il termine per effettuare la verifica dei documenti presentati dal professionista prevedendo in casi di ritardi una possibile ulteriore proroga di 2 settimane per decidere sul “nulla osta”.

Altre due norme del testo riguardano la sanità. L’articolo 14 per i medicinali per uso umano recepisce la direttiva Ue 2017/1572 sulle buone prassi di fabbricazione, e l’articolo 15 individua il Ministero della salute quale autorità competente in materia di dispositivi medici e dispositivi medici diagnostici in vitro, adeguando il tariffario per i servizi resi dal Ministero.

 

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