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Aterosclerosi e dislipidemie. Le implicazioni per la salute

Un dato è certo: un cattivo equilibrio dei grassi circolanti nel sangue (dislipidemie), come il colesterolo e i trigliceridi, aumentano drasticamente il rischio di aterosclerosi mettendo a serio repentaglio la salute delle arterie coronarie del cuore, e non solo.

Ma che cosa si intende per grassi nel sangue e aterosclerosi? E quali sono i rischi concreti che comportano? Diciamo subito che si tratta di rischi enormi, soprattutto se è presente diabete, insufficienza renale, sindrome metabolica o se si è incorsi in un ictus.

Ma che cosa si intende per grassi nel sangue e aterosclerosi? E quali sono i rischi concreti che comportano? Diciamo subito che si tratta di rischi enormi, soprattutto se è presente diabete, insufficienza renale, sindrome metabolica o se si è incorsi in un ictus.

Il problema si affronta dapprima attraverso il controllo della dieta e in generale lo stile di vita. Ma, spesso è necessario ricorrere a farmaci come le statine e/o ad integratori come il riso rosso fermentato (Riscol5 e Riscol Plus), anche in associazione con i farmaci. 

Che cosa sono le dislipidemie?

Si parla di dislipidemie quando i grassi nel sangue presentano valori al di fuori della norma. Per essere trasportati nel sangue i grassi si devono unire ad alcune proteine (lipoproteine). Le più note, sempre misurate attraverso un semplice esame del sangue, sono le LDL e le HDL che trasportano il colesterolo. Con una differenza sostanziale: mentre le LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo) segnalano un aumento del rischio di aterosclerosi, le HDL (il colesterolo buono) lo riducono. Importanti anche i trigliceridi che, se in eccesso, aumentano il rischio cardiovascolare, in particolare esponendo all’infarto miocardico. E non è raro osservare nella stessa persona troppi trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia), sovrappeso od obesità, ipertensione arteriosa e insulinoresistenza.

Rischio aterosclerosi: attenti al colesterolo

L’aterosclerosi è associata all’invecchiamento ma si riscontra anche in persone più giovani. Significa che nel corso degli anni si accumulano nelle pareti delle arterie (coronarie del cuore comprese) dei materiali che le irrigidiscono e restringono, formando la placca aterosclerotica. I trombi che si possono generare a livello della placca aterosclerotica sono all’origine di ischemie che possono riguardare il cuore (infarto miocardico), il cervello (ictus) compromettendo anche la circolazione nel rene e negli arti inferiori (arteriopatia obliterante). Bisogna pensarci in tempo, prima di tutto limitando l’apporto di colesterolo e grassi nella dieta e praticando esercizio fisico regolarmente, evitando l’accumulo di grasso corporeo e un eccesso di trigliceridi nel sangue. Se questa strategia non è sufficiente si ricorre a farmaci come le statine o a soluzioni naturali come il riso rosso fermentato, ben noto per la sua azione ipocolesterolemizzante. Di estrema importanza anche il controllo dell’ipertensione arteriosa, di diabete, sindrome metabolica e dell’insulinoresistenza.

Dislipidemie in caso di diabete, insufficienza renale e dopo l’ictus

A maggior ragione, tutte le più importanti linee guida – americane, europee o italiane –chiedono più attenzione quando le dislipidemie si accompagnano a diabete, insufficienza renale e nelle persone che hanno subito un ictus o un TIA (attacco ischemico transitorio). In questi casi, i grassi circolanti nel sangue vanno tenuti su valori molto bassi, così come è fondamentale intervenire sull’ipertensione arteriosa anch’essa implicata nella genesi dell’aterosclerosi, imputata principale dell’aumento del rischio cardiovascolare e di eventi come l’infarto miocardico

 

Anche dopo un ictus è ormai prassi comune instaurare una terapia con statine per evitare un nuovo evento a carico del cervello (prevenzione secondaria).

Riso rosso fermentato e il bergamotto, insieme per una statina naturale.

C’è un fungo chiamato Monascus purpureus che, sottoposto a fermentazione, sintetizza monacolina K, una sostanza che blocca la sintesi epatica di colesterolo. In commercio, si trova sotto il nome di riso rosso fermentato (rif. La nutrizione contro la sindrome metabolica e l’insulinoresistenza). La monacolina K riduce i livelli di LDL, ovvero del colesterolo cattivo, e appare in grado di indurre una riduzione del rischio cardiovascolare che si traduce in minori rischi di infarto miocardico, ictus e conseguente mortalità. 

Diversamente agisce il bergamotto, da cui è possibile estrarre un’alta concentrazione di flavonoidi che possiedono propietà antiossidanti, antiinfimmatorie e vasoprotettive. Integratori alimentari a base dell’associazione di questi componenti naturali, come Risco5 e Riscol plus, sono consigliabili per la protezione del rischio cardiovascolare. L’associazione sinergica di componenti naturali ad attività mirata e sinergica come la Monacolina K, il Bergavit® (estratto standardizzato di bergamotto), gli Omega 3 (estratto di olio di pesce) e Cromax (integratore di cromo trivalente) favorisce il controllo del colesterolo e dei trigliceridi e supporta la protesioze cardiovascolare nella sindrome metabolica.

Gli integratori come Riscol5 e Riscol Plus appaiono caratterizzati da un migliore profilo di sicurezza rispetto alle statine: meno effetti collaterali. Il ché si traduce in una maggiore aderenza al trattamento per ridurre, sotto controllo medico, il rischio cardiovascolare.